mercoledì 29 ottobre 2014

Elogio della pittura di Mario Marchisio

Elogio della pittura di Mario Marchisio

il libro può essere ordinato a questi indirizzi:


«Questo libro ha il raro pregio di farci vedere e direi quasi toccare con mano la vita nascosta delle opere d'arte: una splendida, labirintica pinacoteca nella quale Marchisio dà il meglio di sé come saggista e letterato»

NICOLA BIZZI

domenica 30 giugno 2013

Biografia di Mario Marchisio

Mario Marchisio è nato a Torino nel 1953. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Università di Firenze, ha compiuto studi letterari e teologici, diplomandosi a Torino presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Ha lavorato come insegnante e consulente editoriale. Vive a Firenze. 
La sua opera poetica è raccolta nei seguenti volumi: Versi giocosi e satirici, Joker, Novi Ligure 1999; Il viandante. Poesie d’amore, ivi 2003; La falena sulla palpebra. Poesie gotiche, Mimesis, Milano 2008; Tre giornate. Poesie edite e inedite, Aurora Boreale, Prato 2013.
Fra i libri in prosa, si ricordano: I dialoghi di Incmaro, Edizioni dell’Orso, Alessandria 1999; Teologia a muso duro, Asefi, Milano 2002; La chiarezza possibile, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2005; Chi cerca si ferisce, ivi, 2007; Carni scosse. Racconti, Aurora Boreale, Prato 2012; Oboli di Caronte. Narrazioni, aforismi, dialoghi, ivi 2012; Il nòmos della Luce, Achille e La Tartaruga, Torino 2013.
Ha curato una Antologia poetica di Vittorio Alfieri, Fabbri Editori, Milano 1998.

«Atlante in versi» da L'Espresso 18 aprile 2013, pag 95

«Atlante in versi» da L'Espresso 18 aprile 2013, pag 95

sabato 29 giugno 2013

Il nòmos della Luce di Mario Marchisio



Il nòmos della Luce di Mario Marchisio



il libro può essere ordinato a questi indirizzi:



«Dopo aver chiarito, trattandone con sobrietà, il fondamento perenne del monoteismo, Il nómos della Luce smaschera alcune interpretazioni fuorvianti del fenomeno religioso. Se la verità, come scriveva Tertulliano, non ha bisogno di essere difesa, perché è in grado di combattere da sola, lo stesso non potrebbe dirsi del senso religioso che in Occidente trova oggi l'ostacolo forse più agguerrito nel dilagante pregiudizio d'ispirazione laicista e materialista. È dunque legittimo (e lodevole) l'intento che ha guidato Mario Marchisio nella stesura del suo libro: ricercare i segni della perfezione divina senza distogliere lo sguardo dalle imperfezioni umane».

NICOLA BIZZI

lunedì 24 giugno 2013

Tre giornate di Mario Marchisio

Tre giornate di Mario Marchisio


il libro può essere ordinato a questi indirizzi:

«La prima di queste Tre giornate coincide con la contemplazione della follia, della morte e dei loro simboli, evocati e trasposti con veemenza nella gabbia sonora dei versi. Nella giornata successiva, l'orizzonte poetico è assorbito dai trionfi e dalle malinconie della passione erotica, rigorosamente poligamica. La terza e ultima giornata capovolge in chiave sarcastica i temi delle prime due, scatenando un fuoco d'artificio in cui spicca l'uso calibratissimo della metrica, già messa a profitto dal nostro poeta nelle giornate iniziali e qui ripresa in funzione parodica. Giù il cappello davanti a questo sorprendente canzoniere di Mario Marchisio».

 LORENZO MORANDOTTI

Oboli di Caronte di Mario Marchisio

Oboli di Caronte di Mario Marchisio

 il libro può essere ordinato a questi indirizzi:


www.ibs.it 
 www.libreriafernandez.it 



«Oboli di Caronte, di Mario Marchisio, è suddiviso in tre sezioni: Carni scosse (racconti), L'anno bisestile (aforismi) e I martiri dell'inferno (dialoghi).
La follia e il soprannaturale, declinato anche nella variante mitologica, costituiscono i temi principali di Carni scosse, i cui personaggi appaiono dominati dal gusto perverso della beffa e della vendetta. Un mondo fittizio che sa mettere a dura prova i nervi del lettore, catturandolo in un'atmosfera visionaria e a tratti febbrilmente sensuale, come se le invenzioni di Flannery O'Connor fossero riscritte da Mandiargues. Queste carni vanno intese nel duplice senso di corpi e di esistenze: lacerate nel profondo, disumanizzate dalla reciproca sopraffazione.
Ogni personaggio mostra un cinismo, una tale mancanza di sostegni etici che potrebbe essere stato ideato soltanto da un misantropo. Non rivelerò le fabulae contenute nei nove racconti, ma il lettore si prepari ad accettare per plausibili – anzi, quasi necessarie – mostruosità fisiche e morali a getto continuo. Va inoltre osservato come qui si dispieghi fin dall'inizio una radicata ed esplosiva misoginia, esibita e attentamente coltivata di veleno in veleno, a colpi di spillo o di machete.
Ai racconti di Carni scosse fa seguito L'anno bisestile, raccolta di “aforismi e micronarrazioni” (come suona il sottotitolo) in cui Marchisio ha modo di scatenare tutta la sua virulenta aggressività verbale e il suo gusto per la polemica e il paradosso. Mi ero appuntato una serie di frammenti irrinunciabili, e tuttavia ho finito per scoprire che essi sarebbero davvero troppi per una semplice citazione. Ma il lettore avvertito, dopo aver richiuso questo florilegio di pensieri ustionanti, non faticherà certo a trovargli adeguata collocazione tra i maestri dell'aforisma moderno, dei quali Marchisio, col suo ghigno beffardo, accoglie e rinnova la viva e inquietante eredità.
I martiri dell'inferno, ultima parte di questo libro, si presentano sotto forma di dialoghi, con più o meno ampie inserzioni narrative (nel primo e nel terzo va segnalata la figura di Incmaro, gustosissimo alter ego dell'autore). I temi dibattuti rinviano a sottili problemi teologici, una delle grandi passioni del nostro autore. Hans Urs von Balthasar scrisse una volta che l'inferno esiste ma probabilmente è vuoto. Verrebbe da domandarsi se Marchisio non capovolga la questione, minacciando un paradiso pressoché deserto! L'ultimo dialogo, Sotto il cielo di Dio, schiude comunque prospettive nuove e sorprendenti, quasi il nostro autore stesse ormai virando in direzione di un inedito e non meno atrabiliare dogmatismo, teso a porre sullo stesso piano le religioni monoteistiche al fine di spremerne una ancor più severa precettistica.
Gli antichi ponevano nella bocca dei morti una moneta, affinché potessero pagare il traghettatore dello Stige. Oboli di Caronte si rivela dunque un titolo appropriato, poiché allude alla dimensione funebre e in un certo senso iniziatica di questa miscellanea ribelle a qualsiasi classificazione. Interpretando correttamente le immagini incise su ogni obolo (vale a dire ogni racconto, aforisma e dialogo), il lettore sarà infatti pronto a compiere il suo viaggio nell'invisibile. Senza mai muoversi dalla poltrona».

JAN MALWAERT

Carni scosse di Mario Marchisio

Carni scosse di Mario Marchisio


 il libro può essere ordinato a questi indirizzi:

www.ibs.it 
 www.libreriafernandez.it 



«[...] è l'esemplarità estetica, piuttosto che quella morale, a portare lo spirito nei riposanti pèlaghi della ri-creazione, ove appunto sia possibile creare di nuovo, in noi stessi e per noi stessi i fatti narrati, le vicende “reali” della fantasia e così riviverle e farle rivivere appassionatamente, con sentimento tragico e quindi catartico; poiché – come scrive Unamuno, senza sentire appassionatamente e tragicamente la tensione suprema della nostra volontà a non essere, che è poi tensione a essere in modo supremo, non arriveremo mai a “creare creature reali e, pertanto, a trarre piacere da alcun romanzo né dalla vita”.
Questo fecondissimo paradosso legittima i racconti di Carni scosse, di Mario Marchisio, i quali peraltro troverebbero già amplissima ragione di esistere nell'alta qualità della scrittura, sempre improntata ai principi della nitida chiarezza, della formulazione sbalzata come una scultura, della immagine avvivata come una pittura, della compostezza infine, anche laddove i tocchi più visionari impongono, solo se necessaria, la loro intemperanza espressiva. Ma c'è poi diversità fra le qualità etiche e quelle estetiche? Noi crediamo di no.
Le più colossali atrocità non possono realmente suscitare raccapriccio in questi racconti marchisiani: e non perché non siano da prendersi sul serio, al contrario! Serissimo è il modo in cui vengono ricreate dalla e nella finzione artistica e quindi rese gradite all'anima, che le condurrà, a lettura terminata, nei territori dello Spirito. Quasi un processo di edificazione interiore. Né ciò che scuote l'anima e la sprona a ardui cammini può lasciare inalterate e indifferenti le carni.
Il male, la morte, la follia, la beffa e la vendetta, il delitto, l'orrore, ma anche la bellezza a un tempo concreta e ineffabile delle forme apparenti, dei fenomeni, e l'ironia anche, a tutto condire col suo sapore piccante eppure passeggero: questi gli elementi che costituiscono la festosa imbandigione che Mario Marchisio ammannisce ai lettori delle sue prose narrative».

ANDREA LAIOLO